: slacciarmi silenzio degli accenni battezzando le parole . canto l’intorno . non sono :


  
 
(minuetto)
 
è sangue
la grondaia
esitazione della loggia
all’accadimento del cerchio.
                 – gli orti sono in fila dove l’aria è compiuta
                sospensione il violino
                accesso rivolto di palpebre inclinate –
è sangue
il breviario
dalle punte erbose
sul finire del vuoto.
                – rigetto in  tutto quello stendere lenzuola
                pause appassite
                calante il suono circonciso delle orecchie –
 
è sangue
la sacralità
dell’altare affilato
avanzo di labbra nuotate
 
                – inganno la pagina accomodata sottana
                frumento strappato
                abbassando hashish al limitare delle dita –
è sangue
la piega della sposa
avuta ancora
allo scadere della coda.
                : (minuetto) :
 
 
 
 
(in questo odore)
 
 
lo accorgi il rumore al di qua del tacco
stracciato sul corpo che adulta radice
abitato candelabro nella bocca del pane
 
                raccogli
                un poco
 
le mura
 
mangiandoti sul pascolo di ieri
a gambe strette incapaci di voltare
l’euritmica insistenza delle orecchie
 
                intimi
                arredi
 
allungati
 
unghia nel luogo che è maniera
accecati i titoli sul disturbo asciutto
come avanzi di sera su quel divano
 
                uscito
                di tasca
 
a pezzetti
 
toccati appena dalla paura del getto
svegliato ulivo all’inizio della linea
saldata grafia sotto infissi di schiena
 
                deglutito
                io
 
(in questo odore)
 
che precisa bianco il rituale degli orti     
nella parentesi sgualcita in lontananza
confessata leggenda sugli affreschi di un altare.
 
 
 

. no titolo .

 
{ sbottona i bulbi dell’amore che non tocchi quando cammini a mani chiuse sulle rotaie dalla tasca forata. poi osserva il selciato del cielo abbassando la bocca dalla maschera che insisti raccontarla oggi mentre impegni il non capire del pane come forma che brucia quando hai assassinato il sole. }
 
 
 
 
 

nota biografica 

Daìta Martinez è nata a Palermo e vi risiede.
Segnalata e premiata in diversi concorsi ha pubblicato in antologica con LietoColle, Mondadori, Akkuaria.
E’ autrice dei testi in video tour Kalavria 2009.
(dietro l’una) è la sua opera prima, edita LietoColle, 2011.

 
 

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