IL GIOCO DELLA PALLA, DELL’UVA E DEI SILENZI
  
I
Era proibito il giuoco della palla
nei cortili di Via Cumiana.
Da ragazzo mi perdevo fra
limiti d’asfalto e classifiche a scalare
mentre il cinquantuno ed il quarantanove
fingevano il silenzio tra le urla di festa
nell’eco arrugginito di una porta
 
II
Trascendeva d’alba la dimenticanza mentre
correvi tra le vigne e gli acini caduti
la vendemmia era nell’odore rasposo di collina.
Il tuo era compito da brava scolara
senza alcun affanno per i genitori
 
III
Noi tra i silenzi alle spalle dei quaranta
attendiamo il tempo dell’appartenenza
nell’ardire di una luna al capezzale
chinandoci inesausti
al buio proscritto delle stelle
 
 
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