Il rapporto con la scrittura – “il mio luminoso supplizio” – è espresso nella poesia “Scrivere”.
Comporre è un processo ossimorico, che implica un coinvolgimento totale, quasi fisico.
Si può dire che ogni poesia sia un dono che mi arricchisce spiritualmente, ma che, allo stesso tempo, mi priva per sempre di una parte di me, destinata a rimanere sulla carta.
Mentre scrivo, non abito questo mondo, mi allontano completamente.
Con la penna in mano, mi sento realizzata, totalmente me stessa, eppure provo un inesplicabile senso di estraneità, come se quelle parole non fossero del tutto mie.
Sin da piccola – quando non sapevo ancora scrivere e dettavo i miei versi – mi sono sempre sentita un “mezzo”, un “tramite” per comunicare quanto mi veniva trasmesso dall’ispirazione; nelle mie poesie, infatti, non parlo soltanto di me, anzi, i sentimenti e le situazioni che descrivo sono spesso universali.
In quell’istante infinito nel quale sono sfiorata dall’ispirazione, io vivo innumerevoli vite, sperimento e do voce al dolore del mondo, alla bellezza, all’armonia, alla commozione.
Credo che “Infanzia” e “Io” siano, tra le mie poesie, le uniche totalmente autobiografiche.
Lasciarsi folgorare significa perdere me stessa per un folle momento, uscire da ogni vincolo spazio-temporale, accettando il rischio di smarrirsi lungo la strada, consapevole che una parte di vita mi abbandonerà per infondersi nelle pagine.
Non so quando sarò visitata dall’ispirazione e – per non perdere le parole preziose che mi sono state “dettate” – devo appuntarle immediatamente, perciò non è raro che le prime bozze dei miei lavori nascano sullo schermo del cellulare o dell’iPod.
Allora, inizia il processo meticoloso durante il quale modifico alcune parole, gestisco la disposizione dei versi e della punteggiatura, elimino le ridondanze o aggiungo, più raramente, nuovi dettagli. In poche parole, cerco di avvicinarmi a quello che Oscar Wilde chiamava “l’uso perfetto di un mezzo imperfetto”.
 
 
 
NASCONDERSI
 
Troppo dolce – il dolore –
per sottrarmi al suo incanto.
Perché chiedere luce,
se rassicurante è il buio?
Cos’è, poi, l’ombra, se non
il dazio che alla luce
impone la materia?
 

(Inedito)

*
 
INFANZIA
 
Stringevo il mondo
in mano a mia madre…
L’estate sgranava
in pulviscolo
il quadrante di una finestra,
e in parole che non sapevo mie.
Nella cartella,
gomitoli di nebbia;
e un pastello azzurro
a disegnarmi il mare.
 
*
 
UOMINI
 
Demoni e satiri,
nella notte,
danzeranno ancora,
posseduti dal chiar di luna;
inebriati dal nettare
amaro della disperazione,
ninfe ed eroi
sfideranno i codici,
nel giorno
che schiude i suoi raggi,
e, ridendo,
fuggiranno a nascondersi
dietro il proprio riflesso.
Ma, allo scadere dell’ora,
le divinità del nulla
capiranno
di essere uomini;
e sfileranno,
nel tramonto,
con ali di cera spezzate,
sotto l’occhio cieco dei veggenti.
 

tratta da “Dare senza chiedere”, (LietoColle 2010)

*

COSCIENZA
 
Il vento striscia
sotto gli usci serrati;
come sibilo
bisbiglia strascichi di sospetti
ad orecchie insonni;
sussurra strazi e angosce;
come serpe
si insinua nei silenzi,
negli anfratti
stipati d’ombre
e di cortine
strappate.
 

Tratta da AA.VV. – Corale per opera prima (LietoColle, 2010)

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Carlotta Pederzani nasce a Cremona il 2 dicembre 1994 e frequenta il Liceo Linguistico Europeo “Beata Vergine”.
Fin da piccola, inizia a cimentarsi con piccoli componimenti.
A tredici anni, su indicazione dell’insegnante di italiano Anna Franzini, con la poesia “Dare senza chiedere”, partecipa al concorso “Premio Bertoletti in ricordo di Claudio”, classificandosi al primo posto.
Il libro edito da Lietocolle, nella collana Solodieci poesie, si intitola proprio “Dare senza  chiedere” e presenta dieci petali poetici quale  omaggio all’impegno dell’Autrice nei confronti della  poesia e della riflessione, composti tra i dieci e i quindici anni.
Inoltre, la sua poesia “Coscienza” è stata inserita nell’antologia “Corale per opera prima”, pubblicata da Lietocolle in occasione dei 25 anni della casa editrice.
Ha recentemente partecipato alla manifestazione “Ritratti di poesia”, rassegna di importanza nazionale ed internazionale, presso il Tempio di Adriano a Roma (21 gennaio 2011).
Il 17 aprile 2011 ha presentato il suo libro alla manifestazione Liber’Arte, a Colle Ameno (Bologna).
Ha partecipato al concorso Under 29 nell’ambito del Poesia Festival 2011, con la pubblicazione di “Donna” e “Infanzia”.
Il suo testo “Io” è stato recentemente selezionato per “Il segreto delle fragole – Poetico diario 2012”, edito da Lietocolle.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il link:
http://www.lietocolle.info/it/pederzani_carlotta_dare_senza_chiedere.html
 
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