Canti del cane nel cortile

scendere per le scale del grido
malgiunte. finta di niente.
le nere secchiate.
pareti precipiti da ferme,
piccoli verdivani recinti.

*

il cane inconfinato è lamento.
solleva e dinoccola ai piani
la voce lapillo quasi umano
oscura le fontane
scioglie la cera all’ascolto.

*

finestre in frantumi
trascinano di sotto il condominio
le torri di vertebre
per il cieco intestino fin dove
la luce delle carni decompone.

*

tuo figlio è l’unico la notte
a non dormire.

THREE PORTRAITS 

agli “infiniti possibili” di Luigi Nono

la voce petulante del tamburello.
i rintocchi chiusi
per la regia del vento.
per la tua attenzione, fuoco che lo tende.
fuori. dal cortile. ci tiene svegli tutta la notte.
a cesello incerto su quale filo di trama.
fuga verso ogni
onnipossibile.

Pensado a Salvatore Sciarrino:

Le chiavi di Orfeo

sminuzzato tra dita e tempo
flagelli archetti mobili. franto
flesso appena o troppo.
calice che rovescia a cono.
lascia udire di tanto in tanto.

Le matite di Henze

io ligio al tondo e leggibile
tu impozzi il secchio profondo
orefice e stagnaro
di non facili flauti
e stelle appena udibili.

Osiride

terremotando la montagna torce
sul busto i fianchi.
pensa cosa si porta dietro:
case alberi torrenti
allo sfascio, lo sradico.
è il cervello quando spianta
le sue piaghe da decubito.
fabbro curvo un’intera notte.
tu non sai, cosa ora
vede –
mutata –
e visse…

(a Savina Dolores Massa, scrittrice)

Perché scrivere? Domanda e risposta che Giorgio Manganelli definiva “Impossibile”.
Altra cosa informare della propria idea di Poetica. Nell’impossibilità di una risposta plausibile, anche a me stesso, posso solo dire che: scrivo per non de-scrivermi, definirmi, e non dirmi e dire una volta per tutte. Istintivamente è: cercare, come da pargoli ci incitavano con scherno, di mettere il sale sulla coda degli uccelli sfuggenti per catturarli, malgrado l’oggetto del ratto sia anch’esso impossibile, e solo il gesto della sua cattura possa essere “documentato”.
Scrittura è per la messa in discussione del “Linguaggio”, e piegarlo alle proprie esigenze ; utilizzare strumenti di orientamento nella complessità e navigazione confusa del Buio e della Luce.

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