Stralci:

non dico altro se non il dileguarsi
delle mani lungo la curva stretta
e necessaria della schiena
quel rispondere a tono dei capelli
come se pioggia alla finestra
non trovasse i vetri

Di_Stanze

contemplando un’unghia a scavare il cuore

nelle radici di un vecchio melo
che senza la cura dell’uomo
ha riempito uno spicchio di mondo

sei tu

nelle allodole il precipitare
per poi riavere il cielo

sono io

poi piangere d’istinto, come le nuvole
alla distanza apparecchiata
e le posate inutili

Dei passi

non siamo polvere
ma soffi di creta, respiriamo
come fanno gli oleandri
che la poca acqua riversano sui fiori

noi, nulla da perdere
da formiche a dinosauri
corse di lampioni a questa luna
_infanta_ tra le contadine

il nome alla strada
lo cantano i passi
e_ nascosti dall’erba_
i grilli, tanti

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Lo spazio è scrittura che emerge dilatata in tristezze inconsuete,
a becco aperto nella cautela del nido, c’è tutto quello che serve
tra un battito e l’altro, sul seno.

Annamaria Giannini nasce a LaSpezia, ma solo per caso. Sarda d’origine e di cuore cresce a LaMaddalena (SS), per poi trasferirsi in Emilia Romagna, a Rimini, dove termina gli studi superiori. Dopo il diploma di Liceo linguistico parte per Londra, ma invece di tre mesi si fermerà nella capitale inglese per sei anni. Attualmente vive a Roma, dove lavora saltuariamente, dando ripetizioni d’inglese, e assistenza anziani. Collabora con varie associazioni culturali, quali l’AIASP CASA DEI POPOLI E L’Isola dell’ Arte.
Le sue poesie e i racconti sono presenti in qualche raccolta antologica e in vari blog di poesia.
Non ha un sito internet di riferimento ma ” ci sta lavorando”, come alla sua prima silloge.

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