L’ansia del porto

Io non conosco l’onda
che di notte scarroccia e si dimena
sotto il lucore muto delle stelle
né al distacco conosco
l’umido serpeggiare di gomene
dalla banchina dove inizia il mare

Parlami tu
del soffio che tracolla
in basso alle fiancate mentre incupa
la sera che si torce fra le schiume
e dimmi ancora
l’alba che tinge rosa la carena
o la serena brezza che consola
quando una luce avanza riducendo
l’ansia del porto

ed un tramonto dona
fili di rosso sangue alle mangrovie

Turbamento

Tu che mi dici
andiamo alla tonnara
da quale anfratto esci della sera
che ci nasconde l’erba
e barcolliamo
scansando qualche semina fra i piedi

Con quale levità passano ombre
sui ciuffi dell’argilla
o turbamento
che porti ai precipizi sconosciuti

Più fragile
ritorno al tuo candore
mentre ti acconci l’alba
con le dita

Approdi

Senza più porti
sembra questa nave
lasciata al caracollo
negli umidi deserti
dove si fanno scuri
i fortunali
Ricorderemo
brulicanti approdi
e un cigolio di ferri
sopra il molo
se adesso senza sponde
è la distesa
e stanchi gli occhi
di contare stelle

da : Gobba a levante, editrice Pungitopo, 2011

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… “poche e rare parole / a volte una soltanto” …

gobba a levante, nicola romanoNicola Romano vive a Palermo, dove è nato nel 1946. Giornalista pubblicista collabora a quotidiani e periodici con articoli d’interesse sociale e culturale. Vincitore di diversi concorsi nazionali di poesia suoi testi sono stati tradotti su riviste spagnole, irlandesi e romene. Gobba a levante è il suo ultimo lavoro poetico.

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