248775_2098260462301_3279455_nMi è difficile spiegare il senso della mia poesia, per il momento prendo in prestito le parole di T.S. Eliot sull’utilizzo o no del verso libero: “il vers libre non esiste e sarebbe ora di far cadere simile finzione, […] rifiutare la rima non è semplificarsi la vita, al contrario richiede una tensione molto più severa nei confronti del linguaggio”

T.S. Eliot, Riflessioni sul “verse libre” in “l’uso della poesia e l’uso della critica”, Milano 1974

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IL CAMALEONTE

Spesso mi sento come un camaleonte,
nel senso che modifico chi sono
secondo le persone che ho di fronte,
cambio modo di fare e cambio tono.

Come colui che sa d’avere un dono
attingo a piene mani dalla fonte,
posso apparir cattivo oppure buono
e, cosa migliore, non lascio impronte.

Dietro a ogni persona riconosco
qualcosa di tipicamente mio,
mi vedo in loro e mi perdo in quel bosco.

Non so se esista o non esista un dio,
ma con tutta la gente che conosco
mi sa che non so più chi sono io.

* * *

BENE E MALE

Nel luogo dove tutto è niente
stufo d’esser trattato da coglione
il Bene sbottò finalmente:
“Come è possibile ‘sta situazione
che nessuno mi prende seriamente,
che nessuno mi dà considerazione?”

Allora, da dietro un angolino
giusto all’ingresso della morale,
ecco spuntar fuori il Male
(che era sempre stato lì vicino):
“Ma scusa, di cosa ti lamenti?
tutti ti vogliono, perfino
ladri, balordi e delinquenti
sotto sotto vogliono te!”
e aggiunse: “non fanno notizia
la bellezza e la giustizia,
e questo lo sai perché?
perché la gente vuol vedere
solamente chi è peggiore,
è questo che le dà piacere
perché così si sente superiore”.

“È vero”, disse il Bene, “hai ragione,
ma allora scusa: cosa dovrei fare?”
“Nulla”, rispose il Male, “continuare
a fare quel che fai: il coglione!
e continua a farlo bene perché,
detto papale papale, senza te
non sarebbe più così normale
che alla fine mettano me
sulle prime pagine del giornale”.

* * *

FERDINANDO E IL SUO TALENTO SPECIALE

Da quand’era poco più che un pischello
Ferdinando, come tutti i ragazzi,
iniziò a pensare solamente a quello.
Durante i primi inciuci ai palazzi
scoprì d’avere un talento speciale:
in pratica, percepiva coll’olfatto
gli umori delle donne. Non male
perché da quel momento di fatto
iniziò a ciulare a destra e a manca
tipe di ogni estrazione sociale,
dalla squatter alla manager in banca.

Poi, quasi per un caso fortuito
un giorno conobbe Eleonora,
una che gli mandò in corto circuito
le certezze avute fino allora.
Non aveva dubbi: era vero amore,
ne era più che sicuro perché ora
sentiva solamente più il suo odore.

Si sposaron con un rito discreto
e poco dopo il viaggio nuziale
lei gli confessò un segreto:
“anche io ho un talento speciale”
disse, “sono in grado di emanare
una specie di sostanza tale
da fare subito innamorare
chiunque ne venga rapito”
e aggiunse, “non ti volevo ingannare,
ma ora che sei mio marito
te lo devo per forza confessare”.
Allora Ferdinando: “Scusa tanto
ero distratto, non ho capito,
cos’è che mi devi confessare?”
“niente amore” fece soltanto,
“che son felice, e che ti amo tanto”.

Francesco Deiana, poeta performer. Ha ideato e realizzato eventi musical poetici in diversi locali torinesi. Fa parte del collettivo poetico “Incontroverso” e del collettivo “Poetry club”, gruppo poetico che promuove la lettura performativa tipica del Poetry Slam. È coconduttore e coautore del programma radiofonico “Poetry Club” per la webradio Radio Banda Larga.
Ha scritto e autoprodotto tre testi: “Si sta come d’estate patelle sugli scogli”, “M’illudono sìppenso” e “Sono un poeta o sono un imbecille?”

 

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