P1010203“Più che poetessa vorrei essere poeta, più che poeta cantastorie, più che cantastorie giullare alla corte dei miracoli. Ma più di tutto cacciatrice che insegue la scia di prede sempre più rare e schive: le emozioni, specie quelle scomode. Mi porto in spalla una sorta di tragicomica missione poetica: inseguire la vita per braccarla nelle pagine. Più che componimenti cerco di scrivere ballate odierne, cronache del dentro e del fuori. Provo a scrivere come parlo e a parlare come mangio e a mangiare come dio comanda.
Credo in una poesia lucida e persino compiacente davanti alle brutture e alle inezie del quotidiano, capace di germogliare da un dettaglio per sbocciare universale. Una poesia coraggiosa che non si pente di cio’ che ha detto o anche solo pensato. La poesia che non aspetta di esser colta sugli scaffali di una libreria ma che indossa scarpette di cristallo e si butta nel fango che abbiamo davanti a casa. Considero l’ironia e il sarcasmo l’antidoto necessario al veleno dell’autoreferenzialismo e ai deliri onanistici dell’io lirico. E poi, dove sta scritto che la poesia non possa fare sorridere anche quando il poeta ha la morte dentro? Magari il lettore sarebbe meno restio a farsela amica, a trovarla simpatica, “alla mano”… Non m’interessano i libri venduti ma quelli letti. Un libro è un regalo. Specie una raccolta di poesie, dal momento che nessuno se la compra…”

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2 febbraio 2013

fresche di rotative
le notizie piovono, sono grandine nera
su questo sabato, liscio e indifferente
come un tetto sopra le nostre teste.
sulle dita
restano tracce di un mondo nero inchiostro
che ogni giorno pare inventarne una nuova
pur di farci ridere, piangere o chiedere “ma cosa stiamo diventando?”

la copertina se l’è aggiudicata Beckham
insieme alle nuove campane di Notre-Dame,
ma lo scoop sono i 50.000 euro pagati
per una palla di vomito di capodoglio
trovata su una spiaggia
in Inghilterra…
un ciclista muore spiaccicato da un camion alla Bastiglia
i cattolici integristi saranno presto giudicati in tribunale
un tizio rapina una farmacia armato di siringa
un altro è sospettato di aver rubato 500 tele di Miro e Picasso
Diana, la pillola di terza generazione, è ritirata dal mercato
i Jendoubi vivono a 5 in 10 metri quadri,
i macachi attaccano un villaggio indonesiano
e nulla, ma proprio nulla, faceva presagire
che Ludivine
a casa
ieri sera
non sarebbe più rientrata.

ma dico,
rischieremmo davvero di annoiarci
se fossimo tutti buoni e bravi?
di certo
dovremmo trovare qualcos’altro
che pulisce i vetri
così bene
quanto la carta
di giornale…

* * *

6 febbraio 2013

inizio a sospettare
di avercelo scritto in fronte…

stamattina il postino suona
(come da copione,
lo lascio suonare sempre due volte,
poi apro in vestaglia da camera
e ce la ridiamo… è una cosa nostra)
dicevo
suona
e lo becco che già sghignazza
mentre mi porge un’offerta promozionale per i clienti FNAC:
tutta una lista di titoli in saldo
studiata appositamente
per non essere colti alla sprovvista
il giorno di san valentino,
patrono dell’amore conformista.
tutta robina da leccarsi…
… le dita (cosa pensavate, perversi!):

Desideri – La rivista del Crazy Horse
Elogio delle donne mature
49 sfumature di LouLou
Le relazioni pericolose
80 note di giallo
Confessioni di una paperella sex-toy
(volume 1 – I preliminari)
L’integrale di Manara
L’amante di Lady Chatterley

l’accartoccio senza finire di leggerla
davanti agli occhi sgomenti del postino
“mais madame, c’era il 50% di sconto!”
gli sorrido,
mi aggiusto i capelli
e allento la cintura della vestaglia:
“se entri, lo sconto te lo faccio io, del 60%…”

ecco
è così che ho immaginato il seguito
– più di trent’anni dopo –
di “the postman always rings twice”
starring
GM
e Jacques, le facteur.

ma come avranno fatto ad intuirlo
quelli della FNAC?
un puro caso,
era mio marito il destinatario
dell’offerta
e lo sapeva bene
il coglione che sghignazzava sulla porta…

* * *

17 febbraio 2013

come si fa
a spiegare a un bambino di 10 anni – che fa una tesina sul fumo –
che lo stato il cancro te lo impacchetta, fotografa, etichetta
e poi te lo vende
non una volta, ma due
la prima dal tabaccaio,
la seconda in ospedale
quando ti cura coi tuoi soldi.

come si fa
a convincere una bambina di 6 anni – che vuole essere come le sue coetanee –
che le lasagne surgelate non gliele compro,
non perché sono taccagna
ma perché son fatte con la carne di cavallo.

come si fa
a dire loro di non dare le monetine ai clochards
perché non ci comprano il pane
ma le lattine di birra, impilate dietro le spalle.

come si fa
a non dire loro
che, comunque, ne vale la pena
di essere qui, di esserci adesso
senza contratto, senza certezze,
un giorno grigi come l’asfalto,
un altro rossi come l’incendio di un bacio.

che corrano più veloci della Senna
che cadano a terra innocenti, per poi rialzarsi già adulti
che mangino fiori
che mettano le dita nel naso
che non pensino “ma tanto…”

sulla panchina
raccolgo due Barbie
– cosce e preoccupazioni di plastica –
mi ricordano gli anni
in cui tagliavo loro i capelli
per darle in pasto alla vita
e perché non fossero
di me
più belle.

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Gabriella Montanari (1971, Lugo di Romagna). Laureata in lettere moderne all’Università di Bologna e diplomata in pittura presso la Scuola d’Arti Ornamentali San Giacomo di Roma, è pittrice, scultrice e fotografa. In campo letterario traduce autori di teatro, narratori e poeti francesi e americani. Collabora con riviste letterarie, d’informazione e d’arte italiane e internazionali. Esordisce in poesia con la raccolta Oltraggio all’ipocrisia per le edizioni Lepisma di Roma (marzo 2012). Nel 2013 pubblica con La Vita Felice la seconda raccolta di versi Arsenico e nuovi versetti. È co-fondatrice della casa editrice romagnola WhiteFly Press . Attualmente vive e opera a Parigi.

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