Ogni volta che tossisce
resta solo
l’allevatore di api

*

Lancia meteore verso il cielo
il mozzicone gettato
dal ragazzo spavaldo

*

Afa estiva
più stretta la fede
sull’anulare

*

Nel grande vuoto
dove non arriva la mia mano
giunge il ramo del nespolo

*

Folla noncurante
nell’aria di un violoncello
si ferma un gatto
annusa
si salva

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Mi si chiede una dichiarazione di poetica. Un tempo avrei cercato con abbondanza di parole e concetti di descrivere eloquentemente ciò che faccio, un po’ come si sceglie l’abito migliore per un’uscita importante. Poichè sto invece felicemente invecchiando, non mi viene altro che badare al sodo e affermare che per me l’arte è apertura alla vita per quello che è. Da ciò ne discende candidamente il fatto che è assolutamente secondario che la poesia abbia a che fare con la letteratura. La poesia del resto è in primis una pratica meditativa, se non sbaglio quest’accezione converge molto bene con il significato originario di poiesis. Per questo i miei haiku non sono degli haiku perfetti, anzi spesso non sono neanche degli haiku. Molti continuano a chiamarli così e io lascio fare, sono le mode del tempo. Fortunatamente non è sempre così. Ricordo l’energica critica di un erudito che terminò dicendo: “le tue non sono neanche poesie”. Ho ringraziato con molta soddisfazione. Vivere con gratitudine e totalmente aperti al presente è la pratica della mia vita. Da cosa potrebbe nascere una poesia o una fotografia se non da questo. E la cosa meravigliosa è che non occorre essere ispirati: finalmente ci siamo liberati da questa malattia. Haiku e fotografie straordinarie nascono dalla mente ordinaria, ma molti non credono in questo, non credendo prima di tutto in loro stessi. Gli stessi che vedendo un capolavoro tecnicamente semplice, almeno in apparenza, se ne escono dicendo “ma questo potevo farlo anch’io”. Certo che potevi farlo, ma non l’hai fatto. Le migliori istantanee le ho “scoperte” sotto casa, le migliori poesie pure. Ma è difficile essere creduti in un mondo dominato dal desiderio di impressionare e di costruirsi un’immagine d’effetto. Anche a me piacciono i fuochi d’artificio, ma dopo che sono esplosi perché tornarsene a casa quando rimane la vastità del cielo da ammirare? Escludendo ci impoveriamo. Sembra che oggi ovunque si guardi ci debba essere bellezza. Il che è vero, ma in un senso diverso, profondo e sicuramente più aderente alla propria vita. Spero che questi brevi componimenti inediti che presento qui di seguito siano per voi di incoraggiamento a coltivare un maggiore senso di consapevolezza e compassione nella quotidianità. Sono brevi resoconti sul qualcosa e sul niente. E come questo qualcosa e questo niente non siano opposti, ma ciascuno indispensabile all’altro. Quale sia l’uno o l’altro non sta a me dirlo. La lingua è così come la vita, un gioco molto serio che ci confonde continuamente le cose.

Fabio Pasquarella, 40 anni, fotografa e legge haiku da 25. Ha pubblicato la sua prima racolta di poesie “Haisan sotto gli alberi” con licenze Creative Common presso la rivista letteraria libera “La Recherche”. Nel settembre 2011 la medesima rivista ha pubblicato la seconda raccolta “Girotondo” e infine nel 2013 la terza e ultima raccolta “Il sasso e la rana”. Tutte le sue poesie sono scaricabili gratuitamente qui:

http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=56
http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=87
http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=139

Alcuni suoi brani vengono frequentemente accompagnati da fotografie durante alcune rassegne. Dove si possono vedere queste foto? Non si possono vedere al momento, ma presto sarà inaugurato uno spazio virtuale che ne conterrà una selezione significativa.

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