Paolo CarnevaliIl mio rapporto con la poesia nasce dai sentimenti che influenzano la coscienza. Uso le parole come velo per le immagini, concetti, brevi momenti da fermare: con una varietà di stili e di riprese. La mia poesia vive di una felice clandestinità. Ricerco immagini nette e chiare, la dolce vertigine ricca di melanconiosa cantabilità. Io li chiamo: acquarelli mentali da scrivere. Arriva un momento, in cui il desiderio di scrivere è riuscire a trasmettere i gesti quotidiani, anche i più banali che offrono il senso profondo della vita, il raccontare la umanità normale. Il motivo della vita nel suo fluire sotto la soglia della coscienza pratica. Perché l’emozione poetica appartiene alla coscienza subliminare. Una poesia deve essere scritta con l’immaginazione del momento in cui prevale la coscienza interiore. Anche se è fatta di attimi che offrono sensazioni all’esistenza, ogni particolare aggiunto è inutile;la scrittura deve essere secca,insegnamento appassionato del reale e malattia privata…. dell’animo ,la cui cura sta nello sviluppo della malattia stessa, che diventa l’arte di scrivere, l’ossessione che si perpetua in versi.


Silenziosi eventi
ricorda la mente
e mente
e tende le mani
indaffarate a fare
altre cose.
Si sgretola
come un pugno
di tenera sabbia
il sogno.
Non tutto è perduto:
la battaglia continua
anche se seduto
scalcio i sassi
vicino alle mie scarpe.

*

Sono uscito.
Gialle foglie attorno.
Questa notte
ci sarà la luna.
Notte pulita.
Domani sarà
come scivolare
su una foglia
sudicia e viscida.
Il mio sguardo
vitreo e freddo
come un clik
fotografico.

*

Luci come grappoli
si accendono
sui rilievi scuri
vibrazioni e fumo
tra il tempo
in cocktail ansioso
di pioggia sporca.
Qualcosa che aspetto
o che deve arrivare
o.
E sono presente
nascosto e visibile
come una luce
a grappolo appesa
mi è permesso il
discuto del.
Poi vibrazioni e fumo
e ancora il tempo.
E tu la mia tranquilla
speranza,le mie mani.


 

Paolo Carnevali
nato a Bibbiena (Arezzo) nel 1957. Poeta e traduttore. Aderisce al Movimento per il Disarmo Unilaterale dopo avere stabilito l’amicizia con lo scrittore Carlo Cassola.
Ha pubblicato: “I dialoghi di Ebe e Liò” ed.Lalli, dal cui testo è stata realizzata una pièce teatrale e un saggio monografico (1984). Nello stesso anno redige “Poetica città”, un poetry-zine agile e adatto a distribuzione underground che tratta di poesia e critica come rapporto di dialogo tra letteratura e quotidianità. Nel 1985 entra nella redazione di MicroMacro: periodico di cultura valdarnese e collabora al Circolo letterario Semmelweis di Angelo Australi, organizzando nel 1987 “Inventario”, convegno nazionale di riviste di letteratura al Teatro Garibaldi di Figline Valdarno.
Pubblica la plaquette poetica “Trasparenze” ed. Tracce (1987). Pubblicato sulle riviste: AbitiLavoro(1983) Stazione di posta(1986) La Collina(1986) Il Segnale(1987) L’Ortica(1990) Zeta rivista internazionale di poesia e ricerche(2004) (2005), Gradiva International Journal of italian poetry (2008).
Poesia blog rai di L.Sorrentino, Altriitaliani.it blog italo-francese di C.Demi.

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