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Brano tratto dal racconto “IL PATTINATORE DEL SUND”, dalla raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” Narcissus 2013

Aveva il cielo della tundra negli occhi, i suoi capelli erano biondi e luminosi come l’abbagliante luce del nord, lunghi e avvolgenti come una morbida coperta. Lei, incapace di rispondere ai richiami di fuga che scaturivano da dentro, ignara di ciò che sarebbe stato e del futuro più vicino, fustigava se stessa, sgretolando a poco a poco la sua forza. Fuori, in un punto lontano oltre la neve, il mare luccicava coperto da vasti tratti di superficie ghiacciata che come un coperchio lo conteneva nel suo immoto

fluire. Il villaggio più vicino era a circa venti minuti a piedi dalla sua casa e Julia, oppressa dal tedio di quel giorno decise di uscire, avventurandosi nella neve e nel vento furibondo per andare a comperare caffè, sigarette, carne e patate per il Kumla. L’estate era ancora lontana. La stagione della pesca era appena iniziata e Peter era partito per la grande battuta di pesca al merluzzo. Forse sarebbe stato fuori per giorni o sarebbe rientrato a breve, forse quella sera stessa, costretto dalle intemperanze del mare. 

In poco tempo allora, con il rientro dei pescherecci, il panorama sarebbe stato costellato da migliaia di stoccafissi appesi ad asciugare e l’aria sommersa dal pungente odore del pesce esposto; i gabbiani, come impazziti, sarebbero giunti a frotte sull’isola moltiplicando i suoni del loro grido. E le giornate avrebbero avuto la cadenza del coltello nelle viscere dei pesci e lo stupore muto delle loro enormi bocche spalancate. Con questo pensiero si avvolse a malincuore in un pesante pastrano, infilò sopra la giacca di pelliccia, si calcò sul capo un caldo cappello di lana, calzò gli stivali, i guanti, ed uscì.

Le strade erano deserte, e non se ne vedeva traccia sotto la neve che uniformava il paesaggio senza lasciare segni visibili. Conosceva la direzione da prendere ormai e sapeva che se avesse proseguito costeggiando il Sund verso nord avrebbe raggiunto l’imbocco che portava al villaggio. All’alba di quel nuovo giorno, la strada che conduceva allo sparuto villaggio tra le nevi era impervia e cupa. Anche gli uccelli parevano distratti dalle loro rotte quotidiane e l’incedere di Julia era interrotto unicamente dallo scricchiolio dei suoi passi sulla neve, compressa nelle sue impronte. Solo uno stormo di oche selvatiche passò, lasciando nel cielo un’ombra cuneiforme; poi giunsero i gabbiani in stormi compatti oscurando l’aria colma delle loro voci.

La Scrittura

La Poesia è l’arte del sentire, il bisogno di esplorare diverse vie di comprensione, attitudine vorace al dettaglio e alla natura umana. Poesia è glorificare il quotidiano, spezzettarlo e passarlo al setaccio, è ribellione, denuncia, una ragione di vita che si espande senza fermarsi mai. Ma soprattutto è un viaggio dentro noi stessi, la consapevolezza di noi e del mondo. Alla Poesia, chiedo Verità e Bellezza, Giustizia e Compassione, Salvezza. Mi dà tutto questo e molto di più, la consapevolezza dell’interezza e della disgregazione dell’Essere, la Passione, il Risveglio, lo Sturm und Drang. Scrivere è battere la parola, nel senso di dominarla; la mia poetica è il risultato di una lotta a mani nude, senza esclusione di colpi, e può quindi essere a tratti spigolosa, sa essere morbida e lieve solo mantenendo una nota di selvatichezza. Se fosse un fiore sarebbe un’erica di brughiera. La narrativa richiede per me uno sforzo maggiore rispetto alla Poesia. Là dove in Poesia la voce della mia Musa si accanisce, lasciandomi poco spazio decisionale, in Prosa ogni dettaglio viene sezionato, scelto, preordinato dal mio stesso discernere cosciente. Questo per dire che in ogni passaggio della mia Prosa esiste un fondo di robusta consapevolezza che si rafforza man mano con ricerche, riflessioni, tentativi faticosi di ricreare uno spazio, un tempo, una dimensione umana che abbiano forme stabili e credibili. Ho propensione per le situazioni che racchiudono una buona dose di mistero che mi piace creare e svelare poco a poco, mostrando i vari strati del reale, che si rivela non essere mai ciò che noi crediamo sia. Mi piace scavare nella psiche, esaltare le emozioni più sottili che accadono in ognuno di noi per poi restituirle al lettore come specchio e analisi di sé. Nelle mie trame l’azione non è fondamentale; lo sono invece il pensiero e il silenzio, il dialogo interiore. Sono attratta in modo irrimediabile dalle letterature nordiche antiche e moderne e dai grandi romanzieri di scuola classica europea, mi muovo bene in contesti lontani dall’attuale e ho predisposizione alle ricostruzioni storiche e ambientali di secoli passati. Scrivo dal luogo che mi è più caro, la mia casa, fatta non solo di cose materiali conosciute e amate ma anche e soprattutto di luoghi dell’anima che sono radicati in me da sempre. La mia forma narrativa ideale è il Racconto.

rosegiallecoverFederica Galetto nasce a Torino in un’afosa giornata d’agosto del 1964. Poetessa, scrittrice, artista collagista, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel 2011 la sua prima raccolta di Poesie in lingua inglese “Ode from a nightingale”, Masque Publishing, l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), Errant Editions 2011, l’e-book “Nell’erba il punto”, La Recherche, 2012, “Stanze del nord”, Onirica Edizioni, 2012, la raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” scritta a quattro mani con Simonetta Sambiase (self-published 2013). Sue poesie, racconti e traduzioni sono stati pubblicati su diverse riviste, blog letterari e antologie. La sua Poesia è stata citata da Maurizio Cucchi su La Stampa e sulla rivista Poesia. Vincitrice del Premio “La vita in Prosa” edizione 2011 e Verba Agrestia 2011, segnalata al Premio Ossi di Seppia 2012. Cura con Simonetta Sambiase la Collana di Poesia Exosphere Plaquettes , i blog personali “La lepre e il cerchio” http://lalepreeilcerchio.wordpress.com/, “La stanza di Nightingale” http://lastanzadinightingale.tumblr.com/  e “Io sono Elizabeth” http://iosonoelizabeth.blogspot.it/. Collabora con il blog CarteSensibili di Fernanda Ferraresso. Vice Presidente dell’Associazione culturale Exosphere PoesiArtEventi. Vive e lavora in Piemonte, in un piccolo villaggio del Monferrato.

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