1. Americhe

voragine
ti divoro.
e il fondo si affonda
sei bolla che più
respira
più per toccarti
vado in apnea.
mia america.
la spilla di balia che non ho avuto – cresciamo soli.
buca i polmoni.
che da qualche tempo, non si saziano, mai
quanti ponti quanti fronde e specchi
un pò arrivisti
quante americhe quante troppo verdi praterie.
per essere
vere. futuri e veri nostalgie
nostalgia m’ispiri tutto
se non ti conosco
potrei giocarmi d’azzardo.

2.  Il collezionista

Al vaglio di una stazione c’era un uomo
troppo alto
ed il treno per andare
gli doveva il biglietto.
la storia sa dire che era la sua
una collana,
e scambiava le doppie perle
per una risata.
Ha visto talmente tanti sogni,
sogni uguali tutti,
passare,
che se prima rideva,
adesso non si sa.
non lo si sente (forse piange? e sa di pioggia e sa stare)

2.1 Elio

sta nella sua trincea di palloncini.
gli piace simulare che sia festa.
e dice che non siamo poi così diversi da lui.
frammenti le nostre, perché, troppa felicità
brucia alla gola. E poi come facciamo a dire le bugie?
sta al fronte
e dice che ogni muro è una guerra.
e nessuno se ne accorge.
Se il Sole ci lasciasse fuori saremmo morti
ma noi lo lasciamo sempre.
fuori.
dentro.
alfabeti e medicine.

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La poesia è nata in me come rimedio. Punto di equilibrio tra dire tutto o tacere, vizio. È arte di dire senza dire. Mostrarsi nudi e coperti, da un velo. Chiedere a tutti di capire, capirmi, ma non troppo. Tentare di capire tutti, ma non al punto di perdere me. Sentire un respiro che mi respira, e intanto restare in apnea.

Ho vent’anni, nata il 4 maggio del 1994. Vent’anni in cui ho vissuto sempre qui, a Zafferana Etnea. Leggo, per passione, più o meno da quando ho imparato a farlo, per obbligo. Dimentico sempre i titoli ed i nomi delle persone. Studio, (ma non vi dico cosa, perché non indovinereste mai), e vivo di musica. Da vent’anni almeno.

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