essenza

Qui
si entra con voce piccola
e piedi leggeri
sfiorando appena il suolo
solo rare anime liquide
penetrano queste pareti a scroscio
su mio invito
calpestiamo rocce
per contare stelle rosse
Qui
stagioni ai quattro angoli
fedeli ad una sedia a vite
e il mare
e il tempo nascosto agli anni
Qui non si può bussare

Golconde

Torneranno i lampi fuori il cortile
le luci dei semafori le voci
Il mondo cammina attraverso i vetri
di questi tempi è sola l’abitudine
a riconoscere il gesto nel giorno
le cose da fare – cose di sempre
sull’orlo del nero accanto l’azzurro
Da fuori tutto ci appare normale:
i vestiti inchiodati, l’ombra del movimento
contro il tetto i tanti cappelli uguali

disguido

Le mani che indagavano, le voci
non sanno il senso acuto di confine
dove muovi l’oltre e tanto altro ancora
le parole a sangue freddo ormai note

le ritrovarono fra due battute
legate dal refuso di un respiro
asciutto sproposito di un raffronto

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“Ho avuto la fortuna di avere una sorella di molto più grande di me che mi leggeva le poesie degli autori che studiava. Da allora ho sempre tenuto sul comodino accanto al letto un libro di poesie, per frapporre un po’ di umanità fra me e il mondo, prima di spegnere la luce.
Paul Celan diceva che la poesia è un dono, un dono e un destino. Forse, fra le tante e condivisibili definizioni di poesia che ho letto, questa è quella che più mi appartiene. Un dono, di cui avere cura e profondo rispetto.”

Elisabetta Maltese nasce a Roma, dove si sta laureando in Medicina e Chirurgia.
Di origini siciliane e liguri, le sue radici sono la musica e la scrittura, che l’accompagnano da sempre.
Con la prosa ha vinto diversi concorsi ed è stata pubblicata su riviste letterarie, antologie e blog del settore.
Per tre lune, ed. La Vita Felice, 2012 è stato il suo esordio in poesia.

http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/elisabetta-maltese/per-tre-lune-9788877994776-117999.html

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