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Dalla sezione “Ritorno”

PARCO BASSANI, I

Leggere le pagine del lago
sfogliano le dita dei salici
-le mie le ho bruciate nelle mani

strette a far fascine del domani
e gli occhi nel centro delle fronti
tra gli occhi fingendo di guardare-

scorse rivelano trame di stagioni
finali inattesi aperti alle ragioni

*

VIA GUSMARIA

Sul selciato scivolano i passi della sera
sulle matatene che hanno perso dolcemente
l’azzardo e il movimento nel volare dove
quello che hai lancato è il solido sentiero
cui ti afferri al volo prima di cadere.


 

Dalla sezione “Stazioni”

Cos’è che al buio appunta minuti
chiodi sul legno tenero del tetto,
cosa annera a lutto la tela
d’acqua sui vetri dove s’imprime
il profilo d’acquario del giardino-

forse lingue che continuano a tagliare
fauci di cielo spalancate a sguinzagliare
di colpo la notte in un recinto di parole.

*

Sono belle le stelle nella distanza

che preserva gli occhi dal saperle
quanto intona buio il loro canto,

qui non fanno male le luci artificiali
il folle sabba degli auguri e dei regali,

qui non rivedrò smantellata per lavori
la tua casa invasa da vocianti muratori

né ti sfiorerò come una visione
mano nella mano con lei nella neve.


 

Dalla sezione “Volti”

Guardando la chitarra appesa sulla spalla
penso forse anch’io riprenderei a suonarla:

lei sulla panchina è la coincidenza
di canto che racchiude dita di silenzio.

Conoscere le note negandole alle corde,
quasi fosse facile non dire sottovoce

che si può lasciare andare via chiunque
senza batter ciglio nel buio né capire.

*

Sono sempre le donne ad andarsene prima
tanto più lievi, senza clamori, truccate

ad arte negli abiti migliori, composte
ancor prima di morire a preservare

la bellezza fino all’ultima offerta
di mani mozzate dall’assenza.

Luisa ha dentro gli occhi un fiume
mentre guarda il vuoto del flacone:

A me non riuscito neanche di morire –
la vita finora l’ho spesa a costruirmi
senza ragione un passato migliore.



Dalla sezione “Mare”

Sale la marea di luce del mattino
d’acqua di notte che sul fondale
ha mutato il vento in abbandono-
Io vorrei potere come le onde
sfiorare la sabbia che ti assorbe,
essere goccia respinta dalle rocce,
non tutta quest’acqua così ferma
stagna in una rada senza sponde

*

Come una cerniera all’orizzonte
scorrono rapide piccole onde
e luce dal taglio inclemente

è stato ad aspettarci il mare
o solo nell’attesa di tornare

allo sguardo che la voglia
nel suo abbraccio consolare

della solitudine racchiusa nel canto
della bellezza che non sa essere altro

dal tutto dei quattro elementi nell’ampio
corpo d’acqua che ha l’attesa di un traguardo


DE_LUCA_02Chiara De Luca ha frequentato la Scuola europea di traduzione letteraria di Magda Olivetti a Firenze e il master in traduzione letteraria per l’editoria dell’Università di Bologna, dove ha conseguito un dottorato in Letterature europee con tesi sull’opera giovanile di R. M. Rilke. Scrive poesia, narrativa e critica, traduce da inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese. Ha pubblicato con Perdisa la pièce teatrale Duetti, con Fara i romanzi La Collezionista (2005) eLa mina (stra)vagante (2006), i poemetti La notte salva (2008) e Il soffio del silenzio (2009) e la silloge Il mondo capovolto (2012), con Kolibris la raccolta poetica La corolla del ricordo (Kolibris 2009, 2010), edita anche in versione bilingue con traduzione in inglese di Eileen Sullivan (The Corolla of Memory, 2010) e l’antologia Animali prima del diluvio. Poesie 2006-2010 e ha in preparazione l’antologia bilingue La somma di ogni ritorno/The Sum of Each Return, con traduzione inglese di Gray Sutherland. Ha pubblicato testi poetici in varie riviste e antologie. Ha tradotto e pubblicato oltre cinquanta raccolte poetiche di autori stranieri contemporanei. Ha curato per Fara Editore l’antologia di giovane poesia italiana contemporaneaNella borsa del viandante (2009) e con Kolibris A margine dei versi. Appunti di poesia contemporanea (2015), raccolta di saggi, articoli e recensioni su un centinaio di poeti contemporanei italiani e stranieri, già pubblicati in precedenza su rivista, in volume o in antologia.
Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tedesco e spagnolo e rumeno.
Nel 2008 ha creato Edizioni Kolibris, casa editrice indipendente consacrata alla traduzione e diffusione della poesia straniera contemporanea (http://edizionikolibris.net).
Cura il blog “A margine dei versi”, dedicato alla critica del testo poetico, e il sito internazionale Iris di Kolibris, dedicato alla traduzione poetica, al bilinguismo e alla letteratura della migrazione, cui collaborano numerosi poeti, traduttori ed editori di diverse nazionalità (http://irisdikolibris.net). Per il sito del festival Parco Poesia cura una rubrica dedicata alla giovane poesia internazionale (http://www.parcopoesia.it/tag/giovane-poesia-straniera) e per la rivista peruviana “Vallejo & Co” una rubrica dedicata alla poesia italiana contemporanea. Con il poeta e traduttore canadese Gray Sutherland si occupa della rubrica “Gray Ink”, dedicata alla traduzione in inglese della poesia italiana contemporanea. Il suo sito personale è: http://chiaradeluca.net.

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