CARNE

*

io non ho radici

nei posti

nulla mi dice la casa
la strada il sole da un verso
piuttosto che dall’altro

non metto radici nel letto
dormo bene dappertutto
(a volte la schiena, sì, certo,
d’accordo)

io le radici le metto
nel tempo

come cane
mi struggo d’affetto
invidio il gatto
a cui basta segnare
il suo angoletto

carne senza radici
si appoggia ad altra carne
senza bisogno di terra
dove stare

carne più carne
nell’aria
a fluttuare

**

ecco com’è il corpo
che non segue più
la persona
:
frigida carne
non sente non risponde
carne bianca
neanche il sole attacca

carne che muore sotto
la pioggia
odore di carne di cane
bagnato

ride la vecchia che mi
sente parlare
e non capisce
– e ha ragione

(torna, amore
ché la tua carne
mi può salvare)

oppure no : io sto.
sotto la pioggia fino
allo scioglimento della
carne inutile

sarò. ad un punto
qualcos’altro
che sempre puzza di
cane bagnato

***

che cosa mi mangia
adesso qui e ogni giorno
ma adesso qui, ora
lo vorrei dire e (non) posso

non è fatta per nessuno
la mia carne
è fatta per mangiarsi da sola
qui e ora

ecco la mia carne stessa che
si mangia da sola
qui sopra questo letto
mentre tu ovunque qui non

cosa c’entri poi tu
col mio mangiarmi
me stessa da sola
: non tutto è memoria di te

non questo banchetto
allestito sul mio letto
a cui siedo e mangio
sola

———————————-

Materia:

tutta me
intera o fatta a pezzi
in un modo un pò naïf
come adesso sono ed è

Procedimento:

scrivo
lascio decantare
massacro tagliuzzo cestino
gioco con quel che sopravvive
ridecantare dopo il massacro
riposo anch’io
forse nata forse abortita
comunque fuori da me


 

frame, tratto dal film Kotoko di Shinya Tsukamoto“Una poesia per ora piccola, alta solo fino a me. Mi sto rivoltando come un calzino. Quando avrò finito potrò procedere oltre, o rivoltarmi ancora”.

Elena Zuccaccia è nata nel 1988 a Perugia, dove vive e studia.
Da un anno pubblica le sue poesie nel blog http://www.comebavadilumaca.wordpress.com e le piacerebbe farlo anche su carta.

 

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