E’ un personaggio fantastico, Piero Maria Corio, il clochard-filosofo-poeta laureato-professore, punto di riferimento di tutto il centro risorgimentale di Torino, piazza Carlo Alberto e via Cavour, via Mazzini e via Battisti. Uomo con più vite alle spalle, elegante, può pure chiedere un contributo per la sua strana esistenza. Ma poi restituisce. Con i ricordi, e ora anche con un libro di liriche, «Avanguardia maschile», pubblicato dall’Associazione culturale Carta & Penna. Sono poesie ermetiche, rigorose, con un gusto particolare per il linguaggio, le assonanze, l’amore per la parola che offre storte sillabe. E secche. Ma la linfa di Corio è invece vitale e cerca nell’essenza il verbo. O forse il Verbo.

(da La Stampa del 4/4/13)

Lo si incontra abitualmente lungo le vie del centro città. Chiede la carità ma – come dire – lo fa con stile, con dignità. Non è un barbone come un altro, ma un vero e proprio personaggio. Con una storia da raccontare.
Piero Maria Corio, il professore, ha 59 anni, molti ricordi ed una creativa e fantasiosa capacità nell’intrecciare sapientemente le esperienze vissute con quei “sentito dire” che lo spingono a raccontare storie inedite che, al di la del vero, del bene e del male, comunque non mancano di affascinare.

Laureato in Lettere, Carlo Maria Corio è professore per davvero; ha insegnato, prima come supplente, poi come titolare di cattedra, ad Avigliana, Giaveno, Rivoli, Torino. Docente al Bodoni. Poi, dopo la morte di mamma Savina, qualcosa nella vita del professore è improvvisamente cambiata: «Già avevo perso mio padre, Michele – racconta Corio – , lavorava all’Enel ma la scomparsa di mia mamma per me è stato un colpo durissimo. L’ho vegliata fino alla fine». Il professore ha lasciato tutto ciò che aveva, divisa l’eredità con la sorella si è dedicato anima e corpo alla filosofia: «Ho cominciato a scrivere un libro, e sto continuando ancora adesso, “Appunti per una filosofia dell’Essere”. Una vera e propria “summa” che sarà finita solo quando esalerò l’ultimo respiro. Il mio filosofo di riferimento è Martin Heidegger. Appartengo alla corrente “esistenzialista”». La filosofia, si sa, è mal pagata e il professore tira su 15, 20 euro al giorno con l’elemosina: «Mi servono per mangiare, per le sigarette. Dormo in una pensione grazie ad un contributo pubblico».

In passato Piero Maria Corio è stato male, ha sofferto e, solo ora, cerca di ricostruirsi un’esistenza. Un po’ si diverte, ma lo dice con serietà: «Ho avuto parenti importanti, ho conosciuto persone famose» e di tutti costoro, da Marinetti a Massimo Campigli, Umberto Romagnoli, riferisce aneddoti, retroscena delle loro vite. Quelle, almeno, che lui si immagina. Così il Nobel per la poesia Salvatore Quasimodo, dice il professore, «possedeva una barberia a Crescentino, lui ha cominciato così. Poi si è fatto sedurre dalla poetica». Invece il teorico del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, racconta Corio che afferma d’essere un suo lontano parente, «aveva acquistato un vecchio cascinale a Casalborgone e lì riuniva pittori, artisti di strada e poeti. Quella casa era una vera e propria fucina di cultura e arte. E poi si dilettava a cucinare. La sua specialità erano le torte, io ero ragazzino e me lo ricordo bene. Altri tempi, forse davvero un’altra realtà – chiosa sornione e divertito il professore – oggi Torino è un’altra città e questo in cui viviamo un altro mondo per davvero».

(da Ita forum del 28-5-09)

Libro Corio

Le remore
feconde
nel loro
condenso
ci tengono
lontani
dall’omogeneo
assunto
di un
nesso
contenuto
in questo
a dirsi
tratto fallibile

Voglio
riflettere
su come
resti
immenso
il pensiero
dell’essere
in sé
noi
nell’unico
appreso
che si rende
all’adunque
in forma
nuova
(ricambio)

E’ unica
rosa
l’amore
preso
per la mano
uno specchio
che equivale
il cammino
e insieme
vorrà
comunque
il ricordo
d’un particolare
reso
faremo l’amore
in un
letto
dai freschi
petali bianchi

Siamo
amici
restiamo
l’incontro
che narra
di noi
insieme
per sempre
un essere
stati
non per
niente
all’avanguardia
del nostro
utile
che netto
staglia
il valido maschile
di questo
merito


(Poesie tratte dalla raccolta di Piero Maria Corio “avanguardia maschile” pubblicata dall’Associazione culturale “Carta e Penna”)

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