Nadia SponzilliLe parole non sono di nessuno, piovono dal cielo ci raggiungono e ci legano per sempre. Le parole suonano le cose e se le riconoscono entrano dentro e stanno.
Le parole sono riconoscenti, mi seguono e somigliano. Questo talvolta mi fa pensare di possederle. Le parole sono amore anche quando dicono l’odio, quando lasciano, bestemmiano o incominciano.

Cappotto

Ho un bel cappotto caldo colore meraviglia
con sfumature lievi di gioia disparata.
Lo indosso qualche volta seguendo un’emergenza
finita troppo a fondo nell’acqua della vita
lui, paltò da bagno, assorbe l’acqua in eccesso
mi scalda un po’ il coraggio con quella trama spessa
finché tutto non passa non esco più da lui.
E’ un capo molto grande, un bel quattro stagioni
chiusura doppio petto per cuori vigorosi.
L’ho ereditato usato in linea femminile
quella che sa con precisione quando viene il freddo.
Sotto lo spazio è tanto, ci infilo ciò che voglio
purché mi sia caro e bisognoso di riparo.
Ci infilo entrambi i figli durante il loro sonno
la loro piccolezza e la la gioia che mi da
i gatti uno a uno, con massimo di due
con tutte le carezze che mi riempiono le mani
Ci infilo la mia casa, compresa di balcone,
nell’interno cappotto avrà di che fiorire.
Poi il bar al piano terra con tutti i suoi caffè,
bevuti e non bevuti, ristretti di quel tanto da starcene di più
Avanza ancora spazio per il corso e i suoi lampioni
li prendo uno a uno e me li porto in salvo
col loro illuminarsi ripieno d’energia.
Ci infilo pure il fiume e tutte le sue anse
lì sotto è ben protetto da sponde di tessuto
la luna la porto quand’è piena
perché mi versi dentro il tutto il suo biancore.
Lì sotto c’è tregua abbottonata e pace foderata
in tinta con chi c’è.
A volte mi ci infilo come una tartaruga
che entra nel suo modo con la corazza addosso
lì sotto nulla di male ci può mai capitare.

Regina

Era sovrana della vita immaginaria
della realtà fuori dalla porta non si curava
tutti i battibecchi erano canti di uccellini
le malelingue le accarezzava un poco
tentando di guarire quel dolor parlato.
Era regina di quel circo interno
era fiera e domatrice insieme
pur odiando la cattività.
Talvolta si affacciava con prudenza alla finestra
guardando fin dove sorrideva l’orizzonte
poi svelta abbassava la persiana
ristabilendo quella linea di confine
e il davanzale, vero aspettatore,
un po’ si dispiaceva
ma capiva
lui che stava fuori da una vita
sarebbe entrato almeno per un te.


Nadia Sponzilli: Pittrice e ricercatrice artistica. Da oltre 15 anni conduco incontri con il colore finalizzati alla ricerca interiore, alla gioia, e alla crescita personale.
Ho studiato arte-terapia ad indirizzo steineriano. Lavoro con bambini delle scuole elementari e medie, anziani in case di riposo e adulti in carcere. Approfondisco tecniche legate al teatro, alla danza e partecipo a numerosi spettacoli, con la scuola di teatro Maigret&Magritte. Partecipo ai Poetry slam, a “Voci della Città”e a “Caleidoscoppio”. Ho ideato e rappresentato lo spettacolo di parole e musica “Amare, Dire, fare… suonare.”
Nel 2015 pubblico il mio primo libro di poesie “Se scrivo lettere d’amore rompo tutto l’alfabeto”.
L’atelier della Luce è il mio laboratorio.
il mio sito è: www.giardinodeicolori.it.

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