Mi si chiede della poesia. Cosa sia per me è ancora un mistero, so che mi accarezza quando tutto il mondo scompare, quando devo reinventarlo per non vivere in una stanza vuota. So che si fa amica silenziosa, discreta, bussa piano a quella porta e rimette i colori al proprio posto. So che spesso si assenta per molto tempo ma che come un sibilo lontano si avvicina e infine balugina, e poi romba come il mare. Come il mare rumoreggia sfondando l’eco della solitudine, a volte quieta, a volte no. Infine so che è un atto di coraggio necessario mettere sul foglio la parola, trattarla con la cura riservata a un bambino, col rispetto dovuto a un saggio e con la premura dedicata ad ogni grande amore.

 

Migrazioni

Dormire e ad occhi chiusi saperti guardare
con l’amore di una madre di una figlia
d’una donna accesa dalle linee del tuo corpo
[ci si perde nel golfo, sta di fronte poco attento
allo sciabordio delle barche in attesa
nell’operoso approdo di un aliscafo di pendolari
alla mattina presto un finto prato e vasi di gerani
che ricordano seni fioriti nel richiamare una carezza]
Dormire come il golfo tra gli intrecci delle reti
e le tue dita al sole o alla mezzanotte
è un po’ come galleggiare nel sapore
di averti avuto addosso nel ricordo di averti avuto
lacrima da risanare, d’essere stata ala da curare
[è vuoto intanto il lungomare, pochi sportivi corrono
ora è isola pedonale] dovrà cambiare
diventare atollo anello e matrimonio
velo-foschia sui capelli d’una sposa

Vinili

Sottostare alle carezze, a piccole
strette di braccia / parvenze di corpi /
fini di un settembre inesatto
quando il colore del cielo sbiadisce
e tornano a rumorare i treni, la ruggine
le gomme incollate sui sedili
assomiglia a questo nostro amore
precario confine tra la scienza
e la fede e il marmo delle scale
è una prigione di atomi / per quando
non arrivi / che mi costringe
a contare gli avvisi sul tabellone

e poi il silenzio è una salvezza
/ acerba / dovrebbe dirsi che è meglio
aspettare a venire. e i melograni
maturano oggi. e tu dici amore.
e io ripeto / amore / troppo verde
per sfiorarti col pensiero

*

(rumore)

da un momento all’altro soccomberà il cielo
e ti vedrò cadere da una crepa
sotto questa cappa di vetro


Roberta D’Aquino nasce a Napoli nel 1982 e vive a Pozzuoli, terra mobile di mare e di fuoco. In questi due elementi cresce, studia, ama, si dedica quasi in segreto alla poesia. Quattro anni fa si trasferisce a Treviso per lavoro.
Ha coordinato e frequentato siti e forum di diffusione poetica. Suoi versi sono presenti in diverse riviste on line. Ha pubblicato nel 2016 per Terra d’ulivi la raccolta “Il senso sparuto del vuoto” già semifinalista al premio Rimini per la poesia giovane nel 2015 e nel 2016. La sua poesia “Amorèunalinguachegraffia” ha vinto il primo premio nella sezione Poesia di Coop for words 2016.

http://www.edizioniterradulivi.it/il-senso-sparuto-del-vuoto/129

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