16809568_10212054232901934_893125228_n“Mi è difficile ingabbiare la poesia, delimitarla concettualmente.
Mi è stata presentata sui banchi di scuola e l’ho snobbata.
Poi un giorno, senza alcun preavviso, l’ho sentita arrivare nella necessità di imprimere nero su bianco le emozioni di un viaggio, nel timore che le avrei altrimenti perse.
Il viaggio, causa ed effetto della mia poesia, è ripreso continuamente nei miei versi perchè è solo spostandomi verso l’altrove che mi raggiungo; è solo altrove che ho l’opportunità di collocarmi in altri contesti reali ed immaginati e comprendermi in una modalità che fino ad allora m’era sconosciuta
Il viaggio come ricerca dell’altra faccia della luna, in continua evoluzione, richiede e mi conduce quindi alla necessità di acuire i sensi, di staccarmi dal gesto ripetitivo e quotidiano per acquisirne consapevolezza ogni volta che lo compio.
Di per sè la poesia è viaggio, un cammino introspettivo nelle emozioni, nelle paure, nei sentimenti in genere, in una dimensione in cui il tempo e lo spazio hanno limiti tendenti all’infinito. In una tale dimensione, immaterici flussi emozionali vengono veicolati attraverso la poesia, in una relazione biunivoca ed eterna, dall’uomo alla materia emozionale e viceversa. Si viaggia, come nella vita, senza mai comprendere verso quale direzione sia il ritorno.
E col viaggio canto l’esilio
e l’amore e la rabbia per la terra mia lontana,
canto di radici al vento e malinconiche serate estive,
canto i passi di mio figlio verso domani
contando quelli che mi dividono da lui prima di ogni suo abbraccio
canto i voli pindarici dell’amore,
i ritorni coi piedi per terra,
i mille passi percorsi come maratoneta della vita
i cento passi indietro a cui spesso la vita mi costringe come donna”

Prima del bacio della buonanotte

Ho stilato la lista delle cose da fare
E quelle da dire
Dopo aver innaffiato le gerbere
E prima del bacio della buona notte
Il tempo é più veloce di me
Potrei fotterlo solo col teletrasporto
E per questo andrei a Shangay
Cercando di raggiungere l’alba
Viaggerei con lei
L’accompagnerei
In ogni suo tentativo vano
Di raggiungere il sonno
E divenire morte
Giorno dopo giorno
Senza notte conoscere
Comprerei allora un tamburo
A dare un nuovo ritmo ai miei passi
Zingari tra pensieri raccolti per strada
E tra i tuoi capelli morbidi e profumati di mare
Ruberei nuove parole
Almeno un miriagrammo
Che non ricordo quant’è
Ma so che è tanto
Abbastanza per non essere
Nè troppo né banale
Le intreccerei ai miei passi zingari
In una musica lontana
Sudata e senza tempo
Sfinita vomiterei il veleno di tarantula
La lista delle cose da fare è lunga
E non ho più fiato
Vengo a darti il bacio della buonanotte

*
Poesia di cotone

Mi piace la semplicità
Delle parole
Fiori di cotone
Legati tra loro
A formare tele
Di sentimenti e ragioni
Inutili
I merletti e i ghirigori
Che confondono
Orecchie stanche
Del fruscio di sete
Mi piace la semplicità
Di dirti t’amo
Sulle vette del tuo sorriso

*

Senza titolo, solo dolore

Pupille incollate sull’acqua
Le onde mi lascio alle spalle
La sabbia mi sale alla testa
Seduta su chiodi roventi
Tristi i binari
Tristi i tuoi occhi
Si spera si prega
La rabbia irrisolta
La mastico in fretta
La ingoio col pane
Nel tempo di un viaggio
Un nodo rosso
Da sciogliere al sole


Rosanna Frattaruolo, pugliese di origine, vive a Manfredonia fino a trent'anni, ove consegue diploma di ragioneria e poi Laurea in Economia.
Trasferitasi a Cuorgne' in Piemonte dove tuttora vive, si occupa di consulenza fiscale.
Appassionata d'arte, dal 2002 comincia il suo viaggio nella poesia e nel 2011 pubblica, assieme ad altri autori, su una pagina dedicata del Il Mattino di Foggia
Alcune sue composizioni sono pubblicate in "Ritratti di Luna" "ChiaroScuri di Luna" edizioni LunaNera. 
Presente sul canale Mitico channel nella rubrica Immagini & parole curata da Rosanna Spezzati, pagina intitolata "Un'ora"
Diverse le partecipazioni a reading e collettive artistico-letterarie di pittura fotografia e poesia.

 

Annunci