washingtonI testi sono tratti da un nuovo lavoro poetico “Angina d’amour” che sarà pubblicato prossimamente dalle Edizioni “Arcipelago Itaca”. Il libro è articolato in più sezioni, in più “angine”. Si mescolano l’amore, nudo, divorato, esasperato, con l’ironia, tagliente e disperata (già il titolo è esplicativo nel senso); un omaggio a T.S.Eliot nel centenario della canzone d’amore di Mr. Prufrock e un lavoro sul lutto. La varietà dei registri è il gioco poetico su cui si basano le “narrazioni” dentro una precisa architettura, necessaria in ogni trabajo poetico che sondi ed esondi nella brevità del foglio. Costruzione e sfasciamento. Ogni ricerca di poetica è un fatto a sé.

 

-e poi cosa hai fatto nella vita?-
Un po’ mi sorprende il fare
Ho fatto l’albero il coro
il remo della barca
Ho fatto il dolore
che mi spiaccicava al letto
Ho fatto il cielo
l’esplosione di un diagramma
il passo più corto della gamba
Ho fatto l’epidermide
per scollare ogni pellicola
Ho fatto la bellezza
Ho fatto le ossa
rapinando il respiro del sasso
Non rispondo e torno
nel nucleo della sera
Ti lascio con i nodi
che a me non interessano
-e poi cosa hai fatto?-

Mi chiudi con le mani il cappotto
non avevo mai visto tanto amore
luccicarmi in fronte o nei paraggi
Poi lo abbiamo fatto davvero l’amore
un amore lungo uno scalpiccio ventricolare
quello dei resuscitati degli eccitati vinti
Non possediamo niente a parte il nome
e la carne fossile di qualche ricordo
Questa poesia non l’ho scritta io
l’ho trovata per caso e decifrata
sopra il tuo petto

I poeti hanno tutti un sosia
questo spiega l’amore per se stessi
altrimenti come potrebbero amare
un’immagine liquida
ed essere gonfi di niente
perché questa è l’essenza unica
le parole sopravvivono
senza alter ego o altezze
-non alter et alter eras-
1
narcosi ed ebetudine stuporosa
la differenza vitale
tra cosa e cosa

 

1. I Fasti di Ovidio e la sua descrizione di Narciso “infelix quod non alter et alter eras”


Giulio Maffii dorme abitualmente dal lato della porta, ma non disdegna il lato opposto. Osserva il mondo dagli zigomi delle finestre, dai balconi, dai finestrini d’auto. Spesso ci scappa un porticato. Adora attraversare corridoi. Vive e scrive. Studia e narra. Si può trovare di frequente sul web. Incentiva la piccola editoria, però quella seria e appassionata : qui pubblica volentieri. Ogni tanto accetta di buon grado premi, passeggiando tra l’odore amaro delle felci o incontrando sul cammino mucche che non leggono Montale. Prova ad essere saggio, preferibilmente a giorni alterni, quando non incontra il tarlo sulla trave che si appresta ad assistere ad un ballo delle riluttanti.

 

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