24251361_899413180227376_1205257615_o

Amo la poesia come spazio che avvicina e libera all’interno del quale il rispecchiamento e la definizione delle linee di confine di chi scrive e di chi legge permettono una esperienza emotiva individuale e corale a mio avviso di valore incomparabile. Per me la poesia emerge per forza propria, sgorga da una arteria così profonda ed antica che auspico possa essere luogo da cui tutti siamo partiti e in cui tutti ci si possa ritrovare.

 

 

*
E’ lei che ogni giorno
mi porta l’anima delle cose
la loro vita che si rannicchia
o dorme di quella allegria passata
che forse non fu
riporta come il racconto
di una fiaba
di molte voci antiche
la mia bambina, presa dai soli
quella di mamma
della sua forzata allegria
le pagine a righe di terza
che sposarono la Alcott
e mentre Jo scriveva,
scrivevo io pure
La musica del mangianastri
Chopin che frusciava sospiri
Il mondo rovesciato in una tazza
con i biscotti
Il grembiule, la squadra
aderente ai quadrati
che non combinavano mai
le geometrie del volere sazia
la pancia di bene
le uscite e Cristina
coi suoi riccioli biondi
sapeva di vita
ed io scuola e umori e libri
Pagine di parola per arrivare
alle percezioni che dagli occhi si tuffano
nel torace e cantano inni di storia
Di tutto, di noi, che stiamo insieme
su questo tozzo di pane
e questa brace, stretti da farci male
per paura e per amore
e per sentire il canto delle farfalle
che volano intorno a Dio
E’ lei con il verso del cane
che nell’istante mi reclama
al cuore
La memoria che non ha sede
Ha solo ali di lana.

*
Il rosso è il mio colore
quello del pettirosso
Nudo di inverno

*
Ti ho amato
per l’insonnia delle
tue albe
gli orridi inaccessibili
del tuo corso
per la primavera
mai giunta
e per l’addio
prima del grano
Ti ho amato
con ali di bambina
e lunghi capelli
ad occhi chiusi
Per la tua gioia assente
E per una vaga
sazietà
Dono del Cielo
Ti ho amato
per la tua promessa di gioia
E per il riso
Ero gravida di terra
e di te
Ti ho amato
come si può amare
Il dolce muschio
che deve al Nord
Il mito dell’amplesso
e prepara
capanne di calore.
Con tutti gli anni
e un’unica rosa verde
ho amato la tua promessa
nell’acqua.


Alessandra Fini, medico psichiatra e psicoterapeuta. Nata a Bologna dove ha compiuto gli studi e dove attualmente vive e lavora. Centrale nella sua vita e nel suo orientamento professionale è stata l’esperienza, durante gli studi universitari, di quella che Susan Sondag definisce come “la doppia cittadinanza del regno della salute e di quello della malattia”, passando attraverso un periodo di deficit visivo invalidante; l’esperienza vissuta l’ha spinta verso la cura del dolore psichico e l’ambito clinico è a tutt’oggi la sua principale occupazione. Quasi venti anni di contatto con la sofferenza, altresì con la sensibilità e le infinite storie di tante persone, una grande ricchezza di contatto umano.

Annunci