Pietro Romano

Difficile è accogliere chi o cosa ci rifiuta. Difficile, accogliere chi o cosa noi rifiutiamo. Ma se vera la gioia fonda che si respira in un canto spiccato da immensi dolori, allora sapremo dove orientarci, sempre e comunque verso un altro varco ancora. Scrivo e cerco espressione; mi cancello, e la trovo egualmente. Il mistero stesso del modo in cui sento è ciò di cui risuono. E forse, andare a fondo, lungo le vertigini della ferita, forse, mi consente di ricongiungermi alla voce a cui tento di conferire espressione.

*

Padre dentro di me precipitato,
serrato nella pelle delle cose
inabitate: per non smarrirmi, ora
che dietro la schiena
non più resiste
il calco dell’ombra al tuo passo,
le ferite ugualmente distanti,
riconoscimi almeno il tepore
dell’addio, ché a rimanere qui
affamati d’amore non si vive.

*

Una a una annodando le parole
dormienti nell’orecchio minuto,
la voce, a pezzi nel suo compimento,
apprende la lezione del rovescio,
il disincanto dei morti fra mani
che accolgono. Quale pietà nei fiori,
lo dice il fosso che frana,
l’inciampo nell’essere
ciò che non si è.

*

Nella mia testa ogni viso è un viso. Nulla che sia parola. Ogni voce è smarrita, prende impeto e affiora da chissà quale parte di me dove soltanto la mia rimane sepolta. Dopo è dimenticare che ogni cosa smetta la sua illusione. Ma l’abisso è allontanarsi, proni a un morire sempre secondario. «Tempo» chiamate i corpi ammassati in un vuoto che copia e moltiplica, le lingue conficcate nelle orbite, ogni origine che si ingabbi.


Pietro Romano (Palermo 1994) è laureato in Lettere. È autore di due raccolte di poesie, dal titolo Il sentimento dell’esserci (Rupe Mutevole, 2015) e Fra mani rifiutate (I Quaderni del Bardo, 2018). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016), Scrittura e utopia in Giuliana Saladino, Dialoghi Mediterranei, n°28, novembre 2017. Attualmente, frequenta il corso di Laurea Magistrale in Italianistica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna.

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